Come va?

Carlo Magno

Carlo Magno: Francamente, bene!

*Carlo Magno (742-814) è stato un Sovrano medioevale, Re dei Franchi dal 768, Re dei Longobardi dal 774, e primo Imperatore del Sacro Romano Impero dall’800. Figlio di Pipino il Breve, la sua nascita è fissata tradizionalmente al 2 aprile 742, ma altre fonti suggeriscono il 743, il 744, il 747 o il 748. Alla morte del padre, secondo la tradizione franca, il Regno di Pipino venne diviso tra Carlo e il fratello minore Carlomanno, il quale però morì a vent’anni, nel 771, per una malattia improvvisa che suscitò voci e sospetti.

Carlo venne quindi dichiarato Re di tutti i Franchi e, su richiesta di Papa Adriano I, mosse guerra a Desiderio, Re dei Longobardi. Nel 774, dopo aver conquistato la capitale nemica, Pavia, Carlo assunse il titolo di Re dei Longobardi. Queste vicende fanno tra l’altro da sfondo alla tragedia manzoniana Adelchi.

Carlo procedette quindi a una campagna vittoriosa contro i Sassoni, e a un’altra, decisamente più infausta, contro la Penisola iberica occupata dagli islamici. Nel corso di quest’ultima spedizione, la retroguardia franca venne decimata nella Battaglia di Roncisvalle: tra gli altri, morì il paladino Orlando, che ispirò la celeberrima Chanson de Roland, uno dei testi epici fondamentali della letteratura medioevale.

Nel 795 venne eletto al Soglio Pontificio Papa Leone III, che intrattenne da subito buoni rapporti con Carlo. Nel corso della Messa di Natale dell’800, Leone III incoronò Carlo Imperatore, titolo che in Occidente non era stato più usato dalla destituzione di Romolo Augustolo nel 476.

Negli ultimi anni, le condizioni fisiche di Carlo peggiorarono, e il Sovrano si dedicò sempre più alle pratiche religiose. Secondo la tradizione franca, Carlo divise il proprio Regno tra i figli legittimi Carlo (il Giovane), Pipino e Ludovico: ma Pipino e Carlo il Giovane morirono precocemente, e unico erede di Carlo rimase Ludovico (il Pio).

Carlo morì nell’814, e venne inumato nella Cattedrale di Aquisgrana: secondo il suo biografo Eginardo, l’iscrizione latina sulla sua tomba lo indicava come magnus, aggettivo che poi entrò a far parte del suo nome. In base ad alcune ricognizioni effettuate sul suo feretro, si è stabilito che Carlo sarebbe stato alto 192 cm – per l’epoca, un colosso.

A Carlo si deve poi la cosiddetta “Rinascita carolingia”, la fioritura che sotto il suo Regno interessò la cultura, la politica e l’educazione: la portata di queste riforme e la loro valenza sacrale interessarono tutta la vita e la politica del continente europeo per interi secoli.