Oltre lo specchio

Lina alza la mano destra, e alle sue spalle Domenico fa altrettanto, come se fosse il suo specchio. È sempre stato così, e ancor di più dopo quasi 64 anni di matrimonio.

Mentre una musica soave si leva nell’aria, la mano di Lina si posa dolcemente sul suo diario, sulle pagine antiche e ingiallite che custodiscono ricordi sfuggenti e sfuggiti.

Era Rimini. Era la giovane Lina che accompagnava presso l’aeroporto in costruzione suo fratello Leopoldo, troppo timido per chiedere un lavoro. Era il giovane Domenico che alzava lo sguardo, i suoi occhi incrociavano quelli della fanciulla. Era un sorriso, era una parola, erano i passi di un ballo.

Come quello che Lina ancora danza, intrecciando le dita con quelle del suo cavaliere: e i loro volti ridenti ringiovaniscono tra i volteggi di ieri, di oggi, di domani.

Era un biglietto. Era il viso serio del giovane Domenico, e il cuore della giovane Lina che ansimava, finché lui non le sorrideva, e le sue dita svelavano il trucco innocente separando dal primo un secondo biglietto.

E Lina tende la mano stanca, come a voler prendere ancora quel biglietto, e dietro di lei Domenico cerca il suo tocco, come per rassicurarla, per farle capire che andrà tutto bene, che lui ci sarà sempre, che lei potrà sempre trovarlo, in ogni palpito del suo cuore…

Era Roma. Era stata la monetina che la giovane Lina aveva gettato nella fontana di Trevi sperando forse, un giorno, di ritornare. Era la chiesa gremita dei parenti e degli amici venuti a festeggiare gli sposi. Era il primo dei doni più preziosi, una femminuccia, presto seguita da un maschietto.

E Lina si affaccia alla finestra, il vetro le restituisce accanto il viso di Domenico. La melodia che ancora s’innalza guida il suo sguardo verso il giardino sottostante, dove campeggiano due colonne scavate dagli anni e dal vento e dalle intemperie. Ma, forse in memoria del loro passato vigore, una mano generosa ha innalzato loro accanto un terzo pilastro, a sorreggerne i fusti, ad abbracciarli, a proteggerli.

E Lina si volta, abbassa lo sguardo sul suo diario. Sono bianche le pagine che ha ora di fronte. Solleva gli occhi, incontra il sorriso di Domenico. La mano di lui sfiora la quarta di copertina. È un tocco lieve, impercettibile come il sospiro che fa sussultare il cuore di Lina. Lei alza la mano, come a voler impedire al libriccino di chiudersi.

Il movimento le fa volare la fede nuziale dall’anulare. Si libra nell’aria, splende alla luce della musica.

E Domenico accosta il suo viso a quello di Lina, e nel bagliore dei sorrisi i loro due riflessi diventano uno.

E l’anello continua a piroettare tra la polvere di una stanza che ormai le ombre iniziano a conquistare.

E il giovane Domenico accosta il suo viso a quello della giovane Lina, e i loro abiti da sposi novelli incorniciano il bacio di un amore eterno che riempie qualsiasi vuoto.

E la vera inizia il suo lento declinare, e il diario si chiude nel silenzio oscuro dell’armonia che si spegne di colpo, e l’anello sfolgora, tintinna, cade – sul palmo della mia mano.

E una porta si chiude senza fare rumore davanti a Lina, ma Domenico non se n’è andato, nel suo viso si riflette il mio viso. E tu mi troverai, sempre, per sempre, oltre lo specchio.

Ai miei nonni

One comment

  1. Mirko Ciminiello · agosto 23

    L’ha ripubblicato su Organone ha commentato:

    ❤💔

    "Mi piace"

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