Come va?

Pitagora

Pitagora: Tutto quadra.

*Pitagora di Samo (VI-V secolo a.C.) è stato un filosofo e matematico greco, fondatore, a Crotone, di una delle scuole di pensiero più importanti della Storia: per l’appunto, la scuola pitagorica. Figura leggendaria, personaggio eccentrico – si diceva avesse un femore d’oro -, non ha lasciato nulla di scritto, e la sua stessa vita è avvolta nel mistero.

Creatore della dottrina della trasmigrazione delle anime – la metempsicosi – e della scala musicale, è ricordato soprattutto per il teorema che porta il suo nome: il Teorema di Pitagora, secondo cui in un triangolo rettangolo il quadrato costruito sull’ipotenusa è pari alla somma dei quadrati costruiti sui due cateti.

Una curiosità riguarda l’avversione di Pitagora per le fave: pare che detestasse questo legume al punto che, quando la sua scuola venne incendiata durante lo scoppio di una rivolta, preferì farsi raggiungere e uccidere piuttosto che mettersi in salvo in un campo di fave.

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Ippocrate

Ippocrate: Quando c’è la salute…

*Ippocrate di Kos (V-IV secolo a.C.) è considerato il padre della medicina. Fu il primo a studiare l’anatomia, ricorrendo anche alla dissezione dei cadaveri, e introdusse i concetti di diagnosi e prognosi. Il suo nome è legato al “Giuramento di Ippocrate”, che codifica i princìpi etici fondamentali per chi vuole esercitare la professione del medico.

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Gorgia da Lentini

Gorgia: Mah…

*Gorgia da Lentini (ca. 485 a.C. – ca. 375 a.C.) è stato un filosofo e retore greco. Considerato uno dei maggiori sofisti, teorizzò un relativismo etico estremo che lo ha reso una sorta di precursore del nichilismo. Tra l’altro, Gorgia ha affermato che non esiste una verità assoluta, e che tutto è falso perché tutto è illusorio.

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Epimenide: Mentirei se glielo dicessi.

*Epimenide di Creta è stato un filosofo e scrittore greco, vissuto forse tra il VII e il VI secolo a.C., di cui non ci è rimasto alcuno scritto. Figura semi-mitica, a metà tra il profeta e l’analista critico, Epimenide è considerato il creatore del cosiddetto paradosso del mentitore, poiché avrebbe affermato che “tutti i Cretesi sono bugiardi”.

Essendo Epimenide Cretese, dovrebbe essere un bugiardo, cosa che falsificherebbe la sua affermazione portando a una contraddizione; d’altra parte, se Epimenide stesse dicendo il vero, ci sarebbe un Cretese che non sta mentendo, e dunque la frase sarebbe ugualmente falsificata, creando nuovamente una contraddizione.

Va detto comunque che, se si assumesse che l’affermazione è falsa, sarebbe vera la sua negazione, cioè che “non tutti i Cretesi sono bugiardi”, o meglio che “alcuni Cretesi sono bugiardi”: in questo caso, si potrebbe considerare Epimenide come uno dei Cretesi che mentono, e non si avrebbe alcuna contraddizione.

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Eraclito: Va, va…

Parmenide: Non va…

*Eraclito di Efeso e Parmenide di Elea furono due filosofi greci, tra i maggiori pensatori presocratici. Eraclito, dallo stile così criptico da essere stato soprannominato “l’oscuro” già nella sua epoca, è passato alla storia come “il filosofo del divenire”: un soprannome legato per lo più al motto πάντα ῥεῖ (tutto scorre), che pure non è presente nei frammenti giunti fino a noi, e potrebbe essere stato coniato, in realtà, dal suo discepolo Cratilo.

A Eraclito si contrappose il coevo Parmenide, che invece sosteneva che i cambiamenti del mondo fisico fossero illusori, e che l’Essere fosse immobile, immutabile ed eterno. Il suo pensiero venne estremizzato dal suo allievo Zenone, che formulò una serie di paradossi tesi a dimostrare l’impossibilità del moto.

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Talete

Talete: Ho l’acqua alla gola…

*Talete di Mileto (VII-VI secolo a.C.) è considerato il primo filosofo della storia del pensiero occidentale. Astronomo, geometra, politico, riteneva che l’ἀρχή – il principio di tutte le cose – fosse l’acqua.

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Omero

Omero: Me la vedo nera…

*Il poeta greco Omero è indicato dalla tradizione classica come l’autore dell’Iliade e dell’Odissea, benché la sua stessa esistenza sia incerta. Nell’iconografia, viene raffigurato come privo della vista, anche perché la cecità aveva all’epoca una connotazione sacrale, ed era simbolo di doti profetiche e profonda saggezza.

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Sigmund Freud

Freud: Il fatto che lei me lo chieda con questo tono fa dedurre che lei è sessualmente represso.

*Sigmund Freud (1856-1939) è stato un medico austriaco, fondatore della psicoanalisi, una delle principali correnti della moderna psicologia. Il suo contributo più importante è probabilmente l’elaborazione del concetto di inconscio, ma a Freud si deve anche, tra le altre cose, l’intuizione del complesso di Edipo.

Molto più controverso è invece il cosiddetto “dogma della psicoanalisi”: l’idea che le nevrosi avessero un’eziologia sessuale, legata a un trauma rimosso che influenzerebbe il comportamento manifesto e il pensiero cosciente.

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Ulisse

Ulisse: Siamo a cavallo!

*Ulisse (versione latina di Odisseo), figlio di Laerte, fu un mitico Re di Itaca, e uno degli eroi achei che parteciparono alla Guerra di Troia. Omero, nell’Iliade, racconta che il conflitto, che durava da dieci anni, venne infine deciso da uno stratagemma ideato proprio da Ulisse, che fece costruire un gigantesco cavallo di legno al cui interno si nascosero alcune decine di guerrieri achei. I Troiani, indotti a credere che si trattasse di un offerta votiva per il ritorno in patria degli Achei, trascinarono il cavallo entro le mura della città, persuasi che in tal modo i nemici avrebbero perso il favore degli dèi e sarebbero periti durante il viaggio. Ma, quella stessa notte, i soldati greci uscirono dal ventre del cavallo e, uccise le sentinelle troiane, spalancarono le porte della città all’esercito acheo, che poté così conquistare la roccaforte nemica.

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Spada di Damocle

Damocle: Potrebbe andare peggio…

*Secondo il racconto di Cicerone, Damocle era un cortigiano del tiranno di Siracusa Dionisio I. Poiché aveva sostenuto che il sovrano era una persona molto fortunata per via del suo grande potere, Dionisio gli propose di prendere il suo posto per un giorno, in modo da poter assaporare tale fortuna.

Quella sera si tenne un banchetto, in cui il cortigiano poté effettivamente gustare i piaceri dell’essere un uomo potente: ma, alla fine della cena, Damocle si accorse che sopra la sua testa vi era una spada sostenuta da un esile crine di cavallo. Dionisio gli spiegò allora che l’altro lato della medaglia del potere era l’essere continuamente esposto a gravi minacce per la propria incolumità. Damocle comprese, e chiese al tiranno di terminare lo scambio, non volendo più essere “così fortunato”.

Da questo racconto deriva l’espressione “spada di Damocle”, che indica sia l’insicurezza connaturata a un grande potere, sia l’idea di un pericolo incombente.