Eraclito – Frammento 62 (Heraclitus – Fragment 62)

Eraclito

ἀθάνατοι θνητοί, θνητοὶ ἀθάνατοι, ζῶντες τὸν ἐκείνων θάνατον, τὸν δὲ ἐκείνων βίον τεθνεῶτες

Immortali mortali, mortali immortali, viventi la loro morte e morienti la loro vita.

Immortal mortals, mortal immortals, living the others’ death and dying the others’ life.

One comment

  1. Giovanni Pola · aprile 16, 2020

    non è la traduzione che preferisco.
    “Immortali mortali, mortali immortali, gli uni (perchè) vivono la morte, gli altri (perchè) muoiono la vita”
    Così gli immortali si rivelano limitati dal loro desiderio di vivere in eterno, mentre i mortali possono trascendere se imparano a “morire la vita”: ma che significa?
    L’immortalità è ineffabile, la mortalità è tangibile. La pulsione alla trascendenza è pathos, la finezza della vita è logos. Le due sembrano inconciliabili, se non nell’ethos di Eraclito: gli immortali muoiono ogni giorno, se ciò che li definisce è il desiderio della vita. La vera vita è di chi vive cosciente del proprio limite ed esclude l’immortalità dai propri desideri.
    Chi vive sperando nell’immortalità è un non-vivo. Solo chi interiorizza la finitezza del mondo, lo può trascendere.

    "Mi piace"

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