La sovranità appartiene alle Segrete Stanze

Verso le elezioni

Finiti gli avvenimenti importanti (come il G7 e, soprattutto, l’addio al calcio di Francesco Totti), i Palazzi del Potere possono tornare a scuotersi su questioni meno rilevanti. Attuale oggetto del contendere: la nuova legge elettorale. Un argomento che, diciamoci la verità, appassiona solo gli addetti ai lavori: tuttavia, dal momento che da questa norma scaturirà il nuovo Parlamento (che dovrà occuparsi di tutte le questioni, anche quelle davvero importanti), vale la pena dare un’occhiata più da vicino ai piatti che i nostri onorevoli ci stanno apparecchiando.

Una sola portata, in realtà. Il sistema in uso a Berlino, prontamente ribattezzato Tedescum (si potrebbe anche ironizzare sulla diffidenza che dovrebbe suscitare tutto ciò che viene dalla Germania: timeo Danaos et dona ferentes). Una legge elettorale esclusivamente proporzionale, con una soglia di sbarramento fissata (attualmente) al 5%. Praticamente tutte le forze politiche principali stanno convergendo su questo sistema, malgrado i dubbi di Mattarella, che ricorda (o dovrebbe ricordare) bene come il proporzionale puro sia stato la causa di cinquant’anni di totale ingovernabilità nella Prima Repubblica. Forse è allora il caso di chiedersi: cui prodest? E quali scenari ci si prospettano in caso di voto col Tedescum?

Analizziamo un po’ meglio tutte le posizioni.

Renzi. A parole preferirebbe il maggioritario, l’unico tipo di legge elettorale in grado di garantire la governabilità, ma sempre a parole si dice pronto a un accordo con altre forze politiche anche sul Tedescum. Dal momento che sull’altruismo dell’ex Premier non si può esattamente mettere la mano sul fuoco, i casi possibili sono (almeno) due, peraltro non mutuamente escludentisi: potrebbe aver capito che il maggioritario rischia di consegnare il Paese a Grillo su un vassoio d’argento; potrebbe star lavorando sotto banco a una riedizione del Patto del Nazareno.

Ora, parliamoci chiaro. Termini o espressioni quali “inciucio” o il suddetto “Patto del Nazareno” sembrano essere diventati scudisciate che dei novelli Savonarola della politica e dell’informazione dispensano onde suscitare il biasimo morale del Paese su coloro che hanno una visione da realpolitik. Perché a nessuno che voti una determinata parte politica fa piacere ritrovarsi i suoi rappresentanti al Governo con i rivali: ma se certi pennivendoli avessero un minimo di amor proprio (e non ce l’hanno), dovrebbero anche ricordare che questo è il modo in cui il Belpaese è andato avanti almeno a partire dal referendum che a colpi di brogli trasformò l’Italia in una Repubblica.

Come dire, nulla di nuovo sotto il sole: e del resto, in una Nazione in cui si può far finta di abolire una norma semplicemente cambiandole il nome, davvero ci si potrebbe stupire di un Patto del Nazareno 2.0?

Forza Italia. Principale sponsor del proporzionale, fingendo di dimenticare la sua storica vocazione maggioritaria. Ma i tempi sono cambiati, e forse Berlusconi inizia a prenderne atto (anche se dipende dalla singola dichiarazione). In effetti, il Tedescum è l’unico sistema che garantirebbe a FI un ruolo di rilievo nel prossimo Governo a guida dem, e ha anche il pregio di rendere inutili le tanto odiate Primarie.

Se infatti facciamo due conti, accreditando gli Azzurri di un fin troppo generoso 15% (sull’effetto Silvio stenderei un velo pietoso), i partiti di maggioranza relativa sarebbero il Pd e il M5S, ma nessuno avrebbe i numeri per governare da solo, e d’altra parte la dialettica tra i partiti principali degenera già da un bel po’ in rissa. Ergo, i candidati Premier dovrebbero fare un passo indietro, e favorire un accordo (di Palazzo) tra i leader che annullerebbe gli effetti di eventuali Primarie e sfocerebbe necessariamente in un Governo dem sostenuto da FI. Convergenze parallele del nuovo millennio. Solo, a maggioranza invertita rispetto a quelle originarie.

I Cinque Stalle. Avevano avuto un fugace lampo d’intuito quando avevano liquidato il Rosatellum come un Anticinquestellum, poi è tornata ad avere la meglio l’ipocorticalità, nelle sembianze di una schizofrenia autolesionistica che li sta portando ad appoggiare il proporzionale puro: vale a dire l’unico sistema che sicuramente impedirà ai grullini di andare al Governo (in effetti, questo è senza dubbio il principale, se non l’unico pregio di questa legge elettorale).

La prospettiva delle urne, insomma, non è solo allettante: è proprio abbagliante.

Lo stesso problema, del resto, ce lo ha la Lega, disposta a votare qualunque legge elettorale ci porti a elezioni anticipate: a costo di dare il la all’ennesimo Governo non scelto dagli Italiani e, più modestamente, al costo di condannarsi all’irrilevanza.

Uno scenario assai concreto anche per gli alfaniani di Alternativa Popolare, che non a caso sono gli unici strenui oppositori del Tedescum. Ma loro ragionano pro domo sua, e l’unico aspetto esilarante dei loro colpi di tosse è che si traducono in patetici tentativi di fingere che il loro interesse riguardi l’Italia, e non la loro imminente estinzione.

Insomma, è altamente probabile che dopo il voto avremo l’ennesimo Governo formato a tavolino senza minimamente tener conto delle indicazioni degli elettori. Il che, intendiamoci, non è necessariamente un male, visto che il cosiddetto “potere del popolo” di danni ne ha combinati nella sua classica forma di democrazia rappresentativa, e di più gravi ne sta causando (vedi avanzata grullina) oggi che si affaccia come democrazia diretta.

Solo, abbiate almeno la compiacenza di farla finita con la storia della sovranità che appartiene al popolo: e diteci chiaro e tondo che, se oggi c’è qualcuno che detiene la sovranità, bisogna cercarlo all’interno delle Segrete Stanze.

Apri gli occhi, Europa, o pure Manchester sarà vana

Leggevo poc’anzi la rassegna stampa del Televideo Rai: al solito, se si escludono “Il Giornale” e “Libero” (e, in modo più contorto, “Il Fatto”), nessun quotidiano scrive – nei titoli, almeno – che l’attentatore era musulmano. Al massimo si fa riferimento alla rivendicazione di Daesh/dell’Isis, come se Daesh/l’Isis fosse qualcosa di estraneo – e non organico – all’Islam. Anche questo è sintomatico della cecità dell’Occidente: che, in nome del buonismo e del politicamente corretto, si sta suicidando a colpi di emozione collettiva per i propri morti e di “Pray for”.

Giuliano Guzzo

L’esplosione di lunedì sera nel foyer della Manchester Arena si è portata via ventidue vite umane, diverse delle quali di giovanissimi, inclusa una bambina di appena

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L’elogio del silenzio di Benedetto XVI

Con il cardinale Sarah, la Liturgia è in buone mani

il blog di Costanza Miriano

Dalla Prefazione scritta dal Papa emerito all’ultimo libro del cardinale Robert Sarah, prefetto della congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, “La forza del silenzio. Contro la dittatura del rumore”, nelle librerie italiane dal 29 giugno. Il testo è stato anticipato dal sito americano First Things.

di Benedetto XVI

Da quando, negli anni Cinquanta, lessi per la prima volta le Lettere di sant’Ignazio di Antiochia, mi è rimasto particolarmente impresso un passo della sua Lettera agli Efesini: “E’ meglio rimanere in silenzio ed essere, che dire e non essere. E’ bello insegnare se si fa ciò che si dice. Uno solo è il Maestro che ha detto e ha fatto, e ciò che ha fatto rimanendo in silenzio è degno del Padre. Chi possiede veramente la parola di Gesù può percepire anche il suo silenzio, così da essere perfetto, così da operare tramite la sua parola ed…

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