Collage Pasolini sul nuovo fascismo

Per quanto non ami particolarmente Pasolini, non si può non riconoscergli una statura intellettuale che gli odierni pseudo-intellettuali neppure si sognano

Mienmiuaif - Mia moglie ed io

Il nuovo fascismo è l’omologazione repressiva finto-tollerante. È il nuovo edonismo di massa. Il perfetto consumatore non può che essere perfetto divorzista e perfetto abortista. Tutto ridotto a merce, consumo.

Il vecchio fascismo, sia pure attraverso la degenerazione retorica, distingueva: mentre il nuovo fascismo – che è tutt’altra cosa – non distingue più: non è umanisticamente retorico, è americanamente pragmatico. Il suo fine è la riorganizzazione e l’omologazione brutalmente totalitaria del mondo.

…creare dei “rapporti sociali” immodificabili, sia creando, nel caso peggiore, al posto del vecchio clerico-fascismo un nuovo tecno-fascismo (che potrebbe comunque realizzarsi solo a patto di chiamarsi anti-fascismo); sia, com’è ormai più probabile, creando come un contesto alla propria ideologia edonistica, un contesto di falsa tolleranza e di falso laicismo: di falsa realizzazione, cioè, dei diritti civili.

Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un…

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Non c’è due senza tre

Ivrea Montalto

Non è mai facile tornare in campo dopo un’assenza prolungata. Chiedere per conferma a Mancini, ma anche a Serena Williams che, dopo la sconfitta nella semifinale degli ultimi U.S. Open e la lunga pausa invernale, non è ancora riuscita a vincere un torneo nel 2016.

Presto o tardi, però, i valori autentici emergono sempre. Anche dopo una sosta durata oltre due mesi. Anche se occorre fare i conti con assenze importanti.

Ma, a volte, basta la presenza di un vero leader per far pendere l’ago della bilancia in favore di uno dei due schieramenti. E l’Ivrea Montalto ha un’arma che suscita l’invidia di ogni rivale.

Il febbraio di Lorenzo Ciancio è iniziato esattamente sulla scia lasciata dallo scorso dicembre, come se non ci fosse stata alcuna interruzione, come se la nuova stagione non fosse che la coda della cometa che ha illuminato il Natale e ora splende sul mese depauperato dai Cesari.

Perché non c’è due senza tre: e allora, ecco la terza partita consecutiva in gol, la seconda doppietta sorta dalla tecnica, dalla caparbietà, dal carisma.

Finora, in tre gare Ciancio ha segnato la metà delle dieci reti realizzate dalla società nero-arancio. Una media migliore – per capirci – di quella di Gonzalo Higuaín, capocannoniere assoluto e indiscusso del massimo campionato.

Sono dovuti principalmente a Ciancio i sette punti che attualmente issano i Giovanissimi eporediesi alla piazza d’onore nel loro girone, alle spalle del solo Bollengo Albiano che però ha disputato una partita in più.

Emblematico è il primo match giocato nel nuovo anno. Uno scontro diretto, contro un team – lo Charvensod – giunto alla trasferta di Ivrea forte di due vittorie consecutive, e di un miglior piazzamento in classifica.

Ed ecco le difficoltà del nuovo inizio, in riva alla cerulea Dora cantata dal Carducci. Una squadra spenta, priva di ritmo, ancora imballata. Finché il condottiero non si è rimboccato le maniche, suonando la carica ai suoi soldati.

E allora, ecco il vantaggio, forse un po’ fortunoso, quasi casuale. Poi, però, la ribalta è stata tutta del maestro.

Un gol immediato, un destro incrociato al volo direttamente da calcio d’angolo, per spegnere sul nascere ogni possibile velleità di reazione da parte degli avversari. E il punto esclamativo, un bolide a mezza altezza dopo un uno-due, a sancire il sorpasso sui valdostani. Game, set, match. La strage di san Valentino era compiuta.

Il generale vittorioso cingeva ancora il serto d’alloro da cui ha origine il suo nome, e di nuovo percorreva i sentieri del trionfo, la via che innalza alla gloria imperitura.

Trema il Piemonte di fronte all’erede di Re Arduino, ma freme anche d’orgoglio nel sentire il nome del suo nobile figlio riecheggiare per monti e vallate, librarsi nel vento sopra alle rosse torri brandendo lo stendardo crociato.

La strada è erta, ma il percorso è tracciato. Il futuro attende trepido di poter inondare con la sua luce il più prezioso dei gioielli del Canavese.

Perché il proverbio non si ferma: la quarta vien da sé. E la risposta, come sempre, è scritta nelle stelle.

 

Was Hobbes right? A reflection on the Social Networks

Thomas Hobbes

Thomas Hobbes stated in the 17th century that, before human societies were established, a state of nature existed, characterized by the war of all against all. Savage and brutal creatures used to wander through the world with no rules nor laws, only obedient to the instincts of self-preservation and oppression. Homo homini lupus.

Nowadays, this state (which is merely hypothetical anyway) would no longer exist, thanks to the establishment of modern societies. Yet, something may have survived. Something much more real than a speculation.

I refer to the Social Networks. A virtual world with no rules – nor, if they existed, they could be enforced. Anonymity, as a matter of fact, has become a guarantee of impunity, to the point that it’s possible to insult, to slander, to bully anyone for any wretched reason (today, those who dare reasoning against the ruling single thought are particularly targeted); in the worst cases, it can even lead an innocent victim to get rid of persecution in the only, atrocious way which in that moment seems feasible. With no consequences for the craven.

Private wish must rise to a right publicly acknowledged, and man, who’s a wolf to another man, becomes god to himself.

Neither reputation nor prestige is worth anymore. Mass media have been induced a levelling to mediocrity for decades, and now this process is being accompanied by the arrogance which claims every opinion must be equally valued – the one of an expert and the one of an ignorant.

In the near future, the excellent ones will be ostracized just like Hermodorus, banished from Ephesus because his fellow-citizens didn’t want anyone to be outstanding in their homeland.

Hobbes could never provide an effective explanation of how such beastly beings could make the Covenant which was to lead to the origin of modern societies. Whatever happened, we just can hope the process may be replicated – and well soon.

Because too many rules are rarely good. But the anarchy, the absence of laws is bad, it’s always been, and always will be.

Aveva ragione Hobbes? Una riflessione sui Social Network

Thomas Hobbes

 

Thomas Hobbes affermò nel diciassettesimo secolo che, prima della costituzione delle società umane, esisteva uno stato di natura caratterizzato dalla guerra di tutti contro tutti. Creature selvagge e brutali vagavano per il mondo senza regole né leggi, obbedienti ai soli istinti di sopravvivenza e sopraffazione: homo homini lupus.

Oggi, questo stato che è comunque ipotetico sarebbe stato superato dalla costituzione delle moderne società. Eppure, qualcosa potrebbe essere sopravvissuto. Qualcosa di molto più reale di una speculazione.

Mi riferisco ai social network. Un mondo virtuale in cui non esistono regole, né, se esistessero, si potrebbero far rispettare. L’anonimato è infatti divenuto garanzia di impunità, al punto che si può insultare, calunniare, angariare chiunque per qualunque meschino motivo (oggi si prende di mira soprattutto chi osa ragionare contro un pensiero unico dominante); nei casi peggiori, si può perfino indurre una vittima innocente a liberarsi dalla persecuzione nell’unico, atroce modo che in quel momento appare praticabile. Senza nessuna conseguenza.

Il desiderio privato deve divenire diritto riconosciuto pubblicamente, e l’uomo, che è un lupo per gli altri uomini, diventa dio di se stesso.

Né valgono più la reputazione e il prestigio. Come già avviene da decenni per colpa di altri mass media, al livellamento verso la mediocrità si è affiancata l’arroganza che pretende che la propria opinione sia valutata alla pari (se non in modo superiore) rispetto a quella di un esperto.

Fra breve, chi eccelle sarà ostracizzato come Ermodoro, bandito da Efeso perché i suoi concittadini preferivano che nessuno brillasse nella loro patria.

Hobbes non ha mai saputo spiegare in maniera efficace come degli esseri così bestiali siano riusciti a stipulare il Contratto che avrebbe condotto alla nascita delle società moderne. Qualunque sia stato il processo, ci si può solo augurare che venga replicato, e al più presto.

Perché raramente troppe regole sono un bene. Ma l’anarchia, l’assenza di leggi, è un male, lo è sempre stato, e sempre lo sarà.

“Essere cristiani significa andare controcorrente rispetto alla mentalità di questo mondo”

“Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato Me…”

il blog di Costanza Miriano

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GIOVANNI PAOLO II ANGELUS Domenica, 29 agosto 1999

Carissimi Fratelli e Sorelle!

Essere discepoli di Cristo è impegnativo ed esigente, come ricorda Gesù stesso nel brano evangelico dell’odierna domenica: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mt 16, 24). Rinnegare se stessi ed accettare la croce significa morire al proprio orgoglio e fidarsi totalmente di Dio, vivendo come Cristo nella totale dedizione al Padre e ai fratelli.

All’insegnamento di Gesù fa eco San Paolo che, scrivendo ai cristiani di Roma, li esorta a non conformarsi alla mentalità del mondo, ma ad offrire piuttosto tutta la loro esistenza in sacrificio vivente, santo e gradito a Dio. La sequela di Cristo comporta un itinerario segnato spesso da incomprensioni e sofferenze. Nessuno si faccia illusioni: oggi, come ieri, essere cristiani significa andare controcorrente rispetto alla mentalità di questo…

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Rispettate le donne (allineate). Le altre, sbranatele pure

Giusto per ribadire che, se non si cambia prima la nostra “cultura”, non ci sarà alcun reale progresso (dato che cambiamento – è bene ricordarlo – non è affatto sinonimo di miglioramento).

Giuliano Guzzo

donne

Fatico molto a capire che cosa sia il rispetto per la donna – il rispetto, per come lo vedo io, non ha sesso né graduatorie – ma dato che se ne parla tanto, vorrei capire. Più precisamente vorrei capire se è ammissibile che delle donne siano

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