ON THE GENESIS OF LANGUAGE – Conclusion (VII)

Pierre Teilhard de Chardin

Teilhard de Chardin once remarked that “Properly speaking, God does not make: He makes things make themselves”. With His First Will, He created space, time, History. But maybe the following intervention is even more important, because it started the process which Teilhard de Chardin defined “humanization” – the appearance of the spiritual, moral and cognitive aspects (language in primis) which make man a special entity within the Creation.

That’s, of course, just my opinion. And, concluding this reflection, I’d like to address those who have stoically resisted, letting themselves be convinced or keeping on disagreeing (but, hopefully, feeling themselves stimulated to meditate in their turn), like Puck in the ending of A Midsummer Night’s Dream:

“If we shadows have offended,

Think but this, and all is mended,

That you have but slumber’d here

While these visions did appear.

And this weak and idle theme,

No more yielding but a dream,

Gentles, do not reprehend:

If you pardon, we will mend”.

Puck

The curtain falls.

SULLA GENESI DEL LINGUAGGIO – Conclusione (VII)

Pierre Teilhard de Chardin

Teilhard de Chardin ha osservato una volta che “Dio propriamente parlando non fa, ma fa che si facciano le cose”. Con la Sua Prima Volontà, ha creato lo spazio, il tempo, la Storia. Ma il successivo intervento è forse ancora più importante, perché ha avviato il processo che Teilhard de Chardin ha definito “di umanizzazione” – la comparsa degli aspetti spirituali, morali e cognitivi (in primis il linguaggio) che rendono l’uomo un’entità speciale all’interno del Creato.

Questa è, beninteso, soltanto la mia opinione. E, a conclusione di questa riflessione, a chi ha resistito stoicamente, lasciandosi convincere o continuando a dissentire (ma, spero, sentendosi stimolato a meditare a sua volta), vorrei rivolgermi come il Puck di Sogno di una notte di mezza estate:

“Se noi ombre vi siamo dispiaciuti,

immaginate come se veduti

ci aveste in sogno, e come una visione

di fantasia la nostra apparizione.

Se vana e insulsa è stata la vicenda,

gentile pubblico, faremo ammenda;

con la vostra benevola clemenza,

rimedieremo alla nostra insipienza”.

Puck

Sipario.

CERTO ANNI TEMPORE – Ditirambo IV

Crepuscolo

Notte!

Fra le selve

Odorose

Il canto

Di un amante

Si desta.

Notte!

Chiara

Di desiderio

Per la fiamma

Che brucia

Nel buio.

Notte!

Dove sono

I tuoi raggi,

O sole

D’oro?

Perché

Ti eclissi,

Ed il tuo volto

Celi?

Perché lasci

Il mio cuore

Ardere

Al gelo

Di una notte

Di tempesta?

Ascolta

L’arpa!

Ascolta

L’inno

Della luce

Che anela

L’aurora

Mentre

Si volge

Al crepuscolo!

Una sola

Parola

Si leva

Fra le cime

Innevate

E i tenebrosi

Abissi:

Malinconia!

TIMELESS – Dithyramb IV

Crepuscolo

Night!

In the fragrant

Forests

The song

Of a lover

Awakes.

Night!

Clear

Of desire

For the flame

Burning

In the darkness.

Night!

Where are

Your rays,

O golden

Sun?

Why

Are you eclipsed,

And your face

Do you hide?

Why do you let

My heart

Burn

At the cold

Of a stormy

Night?

Hear

The harp!

Hear

The hymn

Of the light

Yearning

At the dawn

While

Turns

To the twilight!

An only

Word

Rises

Among the snow-clad

Tops

And the dark

Abysses:

Melancholy!

SULLA GENESI DEL LINGUAGGIO – La genesi del linguaggio umano (VI)

Tattersall - Corballis question time (25-09-15)Noam Chomsky

 

Resta da analizzare il secondo intervento divino – che, ai fini del mio ragionamento, è anche il più importante: l’infusione dell’anima, che ha avuto come conseguenza (tra le altre) la genesi del linguaggio umano.

Ora, la domanda diventa: quando si verificò questo evento? Una questione complicata, anche per il fatto che all’epoca non esistevano registratori. Perciò, possiamo avere solo evidenze indirette – opinabili e differenti a seconda degli autori considerati.

Per esempio, Ian Tattersall (e con lui Chomsky) data la genesi del linguaggio a circa 70.000 anni fa, periodo a cui risalgono le pitture rupestri che, per lui, sono un indicatore della comparsa del pensiero simbolico. Tattersall, che si oppone alla teoria innatista, parla di “esplosione”, un evento “improvviso e inaspettato” accaduto ben oltre l’apparizione di Homo Sapiens (circa 200.000 anni fa). Questo dimostrerebbe che il linguaggio è un adattamento culturale (se dipendesse dalla biologia, sarebbe emerso con la comparsa della nuova specie, non dopo un lungo periodo di latenza). Tattersall lega questo argomento alla teoria dell’exaptation di Gould e Vrba, tanto per ribadire che la nuova funzione non sarebbe un adattamento biologico.

È paradossale che questa tesi sia sposata anche da Chomsky – fautore della biolinguistica: evidentemente, su tutto prevale il cinismo del linguista americano che, per salvare l’idea di una Grammatica Universale innata (non interpretabile come prodotto dell’evoluzione biologica, bensì “esplosa”) pare disposto anche a scendere a patti col diavolo.

Una replica a Tattersall arriva da Francesco d’Errico, il quale sostiene che vi siano prove (pigmenti usati per motivi “estetici”, quindi non strettamente funzionali) a sostegno di un pensiero simbolico nei Sapiens, indizi che risalirebbero quasi all’origine della nostra specie. Tattersall controreplica che per lui è propriamente simbolico solo “l’uso di simboli in quanto simboli”, riferendosi tuttavia ai soli simboli linguistici. Trattandosi di interpretazioni personali, è probabile che nessuno dei due si muoverà dalla propria granitica posizione.

Un’alternativa, tuttavia, la offre Corballis. Come già detto, nella sua ipotesi, sviluppata nel libro Dalla mano alla bocca, il linguaggio vocale ha un’origine gestuale: benché una forma di protolinguaggio fosse presente (in conseguenza dell’emergere del bipedismo) in quelli che lui chiama “ominini”, il linguaggio grammaticale nacque solo col genere Homo (quando prese il la il processo di encefalizzazione, forse anche grazie all’inserimento della carne nella dieta). Solo con la comparsa dei Sapiens, tuttavia, tale linguaggio divenne vocalmente autonomo dal gesto, dopo aver con esso convissuto (dapprima in un ruolo di subordinazione) per migliaia di anni (peraltro, Slawomir Wacewicz estende ai gesti oro-facciali il ruolo di precursore del linguaggio verbale).

Corballis data la genesi del linguaggio vocale a circa 50.000 anni fa (dal punto di vista della scala evolutiva, si può tranquillamente affermare che la sua cronologia coincida con quella di Tattersall e Chomsky), basandosi sull’esplosione artistica e tecnologica avvenuta in Europa circa 40.000 anni fa – un evento che segue, a suo avviso, l’apparizione di una lingua vocale autonoma che, liberando le mani da impegni comunicativi, permise ai nostri antenati di utilizzarle per le “attività manuali”.

Tuttavia, egli ritiene che gli adattamenti anatomici necessari al linguaggio verbale fossero già disponibili fin dall’origine di Homo Sapiens, ma che occorressero anche estese trasformazioni del tratto vocale, delle strutture cerebrali e della respirazione, le quali non si completarono che in un periodo tardo. La spiegazione della fase di latenza sarebbe, dunque, puramente biologica – il che, quantomeno, fornisce un’alternativa alla tesi dell’esplosione.

Questa ipotesi è stata codificata da Michael Arbib in sette stadi che, a partire dall’azione del grasping e passando per l’emergere del sistema dei neuroni specchio (scoperto per la prima volta da Giacomo Rizzolatti nel cervello dei macachi, in una zona omologa all’area di Broca negli umani), portano al linguaggio umano attraverso una serie di filtri intermedi (tra cui il protosegno e il protolinguaggio).

Il vizio, a questo punto, è sempre lo stesso: come spiegare mediante la selezione naturale la comparsa di un sistema ex nihilo (in questo caso, i neuroni specchio)?

Manca, a mio avviso, la spiegazione della scintilla che ha acceso il fuoco cognitivo che, da allora, non ha più smesso di ardere, portando a ciò che Tomasello ha definito “cultura cumulativa” della comunità – un costante progresso. Questa scintilla è rappresentata, per me, dall’infusione dell’anima nei nostri progenitori. Il secondo intervento divino nella Storia.

ON THE GENESIS OF LANGUAGE – The genesis of human language (VI)

Tattersall - Corballis question time (25-09-15) Noam Chomsky

 

The second divine intervention must still be analyzed – which, for the purpose of my argument, is also the most important: the infusion of the soul, which resulted (among other things) in the genesis of human language.

Now, the question is: when did this event occur? It’s a complicated issue, also for the fact that at that time there were no recorders. Therefore, we can have only an indirect evidence – questionable, and different depending on the author we are considering.

E. g., Ian Tattersall (and Chomsky with him) dates the genesis of language back to about 70.000 years ago, when the rupestrian paintings appeared which, to him, show the emergence of the symbolic thought. Tattersall, who opposes the innatist theory, claims it was an “explosion”, an “abrupt and sudden” event happened much later the appearance of Homo Sapiens (about 200.000 years ago). This would prove that language is a cultural adaptation (if it was due to biology, it would have emerged with the appearance of the new species, not after a long period of latency). Tattersall links this argument with Gould and Vrba’s exaptation theory, just to confirm that the new function wouldn’t be a biological adaptation.

It’s ironic that this thesis was also embraced by Chomsky – a supporter of biolinguistics: evidently, the American linguist’s cynicism prevails throughout, who, in order to save the idea of an innate Universal Grammar (not interpretable as the product of biological evolution, but “exploded”) seems to be inclined even to come to terms with the devil.

A reply to Tattersall comes from Francesco d’Errico, who asserts there are some evidence (pigments used for “aesthetic”, not strictly functional, reasons) in support of a symbolic thought in Homo Sapiens, signs which would date back almost to the origin of our species. Tattersall counter-replies that, to him, only “the use of symbols as symbols” is properly symbolic – but he refers only to the linguistic symbols. Being personal interpretations, it’s likely that neither of them will move from his rock-like position.

However, an alternative is offered by Corballis. As mentioned above, in his hypothesis, developed in the book From hand to mouth, vocal language has a gestural origin: although a form of protolanguage was present (as a result of the emergence of bipedalism) in those whom he calls “hominins”, grammar language arose only with the appearance of the genus Homo (when the process of encephalization began, maybe thanks to the inclusion of meat in the diet, too). Only with the appearance of Homo Sapiens, however, language became vocally independent of gesture, after having lived with it (at first in a subordinate role) for thousands of years (moreover, Slawomir Wacewicz extends the role of pioneer of verbal language to the oro-facial gestures).

Corballis dates the genesis of vocal language back to about 50.000 years ago (from the point of view of the evolutionary scale, you can safely assert that his chronology coincides with Tattersall and Chomsky’s one), basing himself on the explosion of art and technology occurred in Europe about 40.000 years ago – an event following, in his opinion, the appearance of an autonomous vocal language which, freeing hands from communicative tasks, allowed our ancestors to use them for “manual activities”.

However, he believes that the anatomical adaptations indispensable to verbal language were already available since the appearance of Homo Sapiens, but that wide transformations were also necessary, of the vocal tract, brain structures and respiration, which weren’t complete but in a late period. The explanation of the phase of latency would therefore be purely biological – which, at least, provides an alternative to the thesis of the explosion.

This hypothesis was made plain by Michael Arbib in seven stages which, starting from the action of grasping and passing through the emergence of the mirror neuron system (discovered for the first time by Giacomo Rizzolatti in the brain of macaques, in a region corresponding to the Broca’s area in humans), lead to the human language through a series of intermediate filters (including protosign and protolanguage).

The vice, at this point, is always the same: how to explain through natural selection the appearance of a system ex nihilo (in this case, mirror neurons)?

In my opinion, the explanation is absent of the spark which lit the cognitive fire which, from then on, never stopped burning, leading to what Tomasello called “cumulative culture” of the community – a steady progress. This spark is represented, according to me, by the infusion of soul in our ancestors. The second divine intervention in History.

Un’altra stupidaggine dell’OMS

Carne rossa

E così, visto che i poveri animali estinguentisi non ci impietosivano, gli eco-terroristi ambientalisti sono passati alla santa alleanza con l’OMS (che, è bene ricordarlo, ha una credibilità che è appena un gradino sopra a quella di Gnagnera).
Con la connivenza dei soliti media genuflessi al politically correct, ora hanno diffuso l’ennesima stronzata sulla carne (lavorata) che sarebbe cancerogena, nella speranza di trasformarci tutti in vegani – perché delle bestie chissenefrega, ma se è in gioco la nostra vita…
Potrebbe sembrare tutto molto cinico, ma in questo caso c’è la prova provata. Umberto Veronesi ha “benedetto” le conclusioni dell’augusto studio. Ergo, l’analisi dell’OMS è una cazzata.

Another WHO foolishness

Carne rossa

And so, since the poor dying out animals didn’t move us, the environmentalist ecoterrorists have formed a holy alliance with WHO (whose credibility, it should be rememberedis just a step above Gnagnera‘s one). Thanks to the connivance with the same old mass media knelt down before what’s politically correct, now they have spread an umpteenth bullshit on (processed) meat which would be carcinogenic, in the hope to turn us all into vegans because who cares of the beasts? But if our life is in danger…

It might look very cynical, but in this case there’s the direct evidence. Professor Umberto Veronesi has blessed” the conclusions of the “august” study: ergoWHO’s analysis is a load of crap.

Il peggior sindaco della Storia

Marino peggior sindaco della storia

Questa storia dei fans dell’ex purtroppo-sindaco Gnagnera (che speriamo ci liberi al più presto della sua nefasta presenza), che sarebbero stati 3.000 che però al netto degli invitati a un paio di matrimoni e dei turisti per caso nipponici si ridurrebbero a 500 dai quali toccherebbe poi eliminare parenti e amici (sicuramente non romani) della sciagura genovese, somiglia sempre più a una filastrocca che girava un paio di secoli fa sul conto di Ferdinando I delle Due Sicilie…
“Fosti quarto, fosti terzo,
or t’intitoli primiero;
e se seguita lo scherzo
finirai per esser zero”.

The worst mayor in History

Marino peggior sindaco della storia

This matter about the ex unfortunately-mayor Gnagnera‘s fans (who we hope will rid us of his nefarious presence as soon as possible), who would have been 3.000 but, by excluding a couple of weddings’ guests and some Japanese accidental tourists, would be reduced to 500, among which (not-Roman, surely) relatives and friends of the Genoese disaster should still be removed, increasingly resembles a nursery rhyme in vogue a couple of centuries ago, about King Ferdinand I of the Two Sicilies…

“Fosti quarto, fosti terzo,
or t’intitoli primiero;
e se seguita lo scherzo
finirai per esser zero”.

(In English,
You were the fourth, you were the third,
now you call yourself the first;
and if the joke goes on
in the end you’ll be a zero“).

NB. The picture says: I’m the worst mayor since 753 B.C. (date of the foundation of Rome).